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Il Natale giapponese: tra torte alla panna e pollo fritto

Affascinati dall’Occidente come quanto noi lo siamo da loro, i giapponesi hanno deciso da tempo di adottare il Natale. Per loro la festa è un’occasione per celebrare con chi si ama. Ebbene sì, in Giappone il Natale è un po’ come San Valentino. Le giovani coppie passano la Vigilia insieme facendo shopping o ammirando le luci che decorano la città.

La sera si passa poi insieme, condividendo una torta con panna fragole fresche. I motivi della scelta sono molteplici. Da un punto di vista più pratico, la frutta in Giappone è ancora oggi considerata come un vero lusso (in un bar di Tokyo una coppa di gelato con le fragole costa oltre 30 euro), ma non solo. Le uova, il latte e il burro erano una rarità nel paese del Sol Levante, messo in ginocchio dal conflitto mondiale. Il pan di spagna è diventato così per loro un simbolo di rinascita e ricchezza.

Ma non finisce qui. L’aspetto della torta, bianca e rossa, rimanda ai colori della bandiera nazionale e sono legati alla tradizione in quanto cantoni rappresentativi della tradizione e simbolo di buon augurio. Persino la sua forma, rotonda, rimanda a un’idea di armonia. 

Dopo la Vigilia passata con la persona amata, il giorno di Natale è invece dedicato alla famiglia. E al pollo fritto. I giapponesi festeggiano insieme da Kfc (Kentucky Friend Chicken) prenotando un tavolo con lungo anticipo o addirittura facendo interminabili code. Il motivo è semplice: quando il colosso di fast food ha fatto il suo debutto in Giappone nel 1974, ha pensato di lanciare una campagna di marketing che recitava: «Kentucky per Natale». La pubblicità è stata un incredibile successo ed è finita col diventare una vera e propria tradizione per il popolo giapponese. 

Ma che cosa regalano i giapponesi a Natale? Un pacco pieno di cibo. Si chiama «oseibo» e nasce da una tradizione dei samurai nel XVIII secolo. Regalare cibi e bevande ad amici e colleghi è un segno di rispetto, un ringraziamento per l’anno trascorso insieme. 

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